Andrea Palladio
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Andrea di Pietro della Gondola nacque a Padova nel 1508 e morì a Maser (Treviso) nel 1580.
Fu uno dei più famosi architetti del Rinascimento. Lavorò a Vicenza fin da giovane, nel 1524 era impiegato alla bottega dei tagliapietra Giovanni da Pedemuro e Girolamo Pittoni. Come scalpellino lavorò a villa Cricoli. Qui fu scoperto dal conte Giangiorgio Trissino, proprietario della villa, che gli diede il nome di Palladio, da Pallade dea della Sapienza.
Trissino lo ospitò nella sua casa e lo incoraggiò negli studi sull'architettura antica (Vitruvio), l'ingegneria e la tecnica militare. Insieme fecero molti viaggi a Roma.
Palladio ebbe modo di conoscere anche l'opera di Serlio e di Giulio Romano.
Ben presto introdotto negli ambienti nobiliari, ebbe committenti oltre che a Vicenza, anche a Venezia e in altri centri del Veneto.
Studiò e realizzò progetti di vario genere: residenze cittadine (palazzo Valmarana, palazzo Barbaran, palazzo Da Porto, ecc.), ville di campagna (la Rotonda, villa Barbaro a Maser, ecc.), chiese (Redentore e San Giorgio a Venezia), edifici pubblici (Basilica di Vicenza), teatri (Teatro Olimpico), ornamenti per altari e tombe (cappella Valmarana).
Nel 1555 nacque a Vicenza l'Accademia Olimpica, un gruppo di nobili appassionati di lettere e di scienza, di cui Palladio fece parte come unico artista.
Nel 1570 pubblicò a Venezia i "Quattro libri dell'architettura", un testo fondamentale nella storia dell'architettura. Il testo ebbe numerose edizioni e fu varie volte tradotto, diventando così la fonte principale di diffusione del palladianesimo in Europa e in America.
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