Chiesa di Santa Maria in Araceli
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La chiesa di Santa Maria in Araceli è tra i più significativi esempi di architettura barocca nel Veneto.
Il suo nome non deriva dall'Aracoeli del Campidoglio, come più volte erroneamente attribuita, ma dal latino "Ad Cellam", modificato nel tempo in "Alla Cella", poi in "Aracella" e infine in "Araceli"; nome derivato dal piccolo convento di monache che sorgeva nella zona nel '200.
La chiesa è stata ricostruita tra il 1675 e il 1680 da Carlo Borella, il costruttore della Basilica di Monte Berico, su disegni del frate teatino Guarino Guarini.
Lo spazio interno è a pianta ellittica inscritta in un rettangolo; il vano centrale è coperto da una cupola.
I tre altari sono tra i più interessanti capolavori di architettura barocca di Vicenza. L'altare Maggiore accoglie la "Predizione ad Augusto della Sibilla Tiburtina: la Vergine concepirà un figlio" di Marco Liberi; citazione della passata attribuzione del nome della chiesa alla romana Aracoeli.
Gli altri due altari ospitavano due tele ora conservate nella Pinacoteca di Palazzo Chiericati: "L'Immacolata" di Giovan Battista Tiepolo e "L'estasi di san Francesco" di GianBattista Piazzetta.
Testo approvato dall'Ufficio Beni Culturali della Diocesi di Vicenza
Indirizzo: piazza Araceli, 21 - tel. 0444 514438 - fax 0444 319749
S. Messe festive: ore 19.00
Orario d'apertura: sabato 14.30-18.30; altri giorni su prenotazione telefonica
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