Il tabernacolo
Chiesa di San Rocco: approfondimento liturgico
In campo liturgico col termine tabernacolo si indica l'edicola posta al centro dell'altare dove si custodisce la S.ma Eucarestia. Il processo che portò alla definizione funzionale, formale e logistica del tabernacolo non fu né rapido né lineare. Per lungo tempo la conservazione dell'ostia consacrata non seguì regole fisse: l'affermazione del tabernacolo e la sua collocazione sull'altare avvennero solo nel secolo XVI per poi essere ribadite da papa Paolo V nel 1614. Tale svolta va messa in relazione ai contrasti sorti, a partire dall'XI secolo con Berengario di Tours sino alla Riforma luterana, intorno al valore dell'Eucarestia e al problema della transustanziazione. In questo senso il tabernacolo è la traduzione architettonica della visione teologica sanzionata dal Concilio di Trento, che ribadiva polemicamente la presenza reale e permanente del corpo e del sangue di Cristo crocifisso nel pane consacrato e ne sottolineava particolarmente il valore sacrificale.
Il prezioso tabernacolo di S. Rocco si presenta come un tempietto a pianta poligonale in oro e marmo grigio e nero. Fu realizzato verso il 1655 da Alessandro Biego, scultore non digiuno da conoscenze nell'arte architettonica (Cevese). Sembra invece aggiunta ottocentesca o frutto di un rifacimento di quell'epoca la corona lignea sospesa, mentre la porticina è opera recentissima
Testo: dott. Francesca Cavaggioni (Ufficio Beni Culturali della Diocesi di Vicenza) |