Oratori e confraternite
Oratorio di San Nicola: approfondimento liturgico
Gli oratori nascono come di culto delle confraternite e, a partire dal XVII secolo, rivestono un'importanza sempre maggiore dando identità all'associazione religiosa che aveva scelto un luogo "privato" dove incontrarsi a pregare. La loro costruzione è in genere successiva allo sviluppo della confraternita, che dopo una prima fase di devozione presso un altare o in una particolare cappella della chiesa di origine, faceva erigere un edificio separato come luogo privilegiato per le riunioni e le celebrazioni.
Va sottolineato proprio il carattere "privato" di tali luoghi di culto, elemento che corrisponde esattamente all'ideale di fede "scelta" e condivisa con un numero limitato di persone che in un periodo di risveglio religioso, come quello post-tridentino, si contrappone alla fede di massa, caratterizzata appunto non dalla scelta ma dalla necessità di appartenenza.
L'alterità rispetto alle parrocchie è verificabile oltre che dagli sforzi concreti delle confraternite di rendersi indipendenti dalle "cure" dei parroci o di chi in città ne fa le veci (clero regolare), anche dal fatto che esse sono elemento prettamente cittadino, mentre invece nei piccoli centri del contado l'identità della comunità ecclesiale era senza dubbio più forte.
E' infatti nel gruppo di piccole dimensioni, tenuto vivo da legami di conoscenza e reciprocità, che si sperimenta il senso della fratellanza e della condivisione, permettendo lo sviluppo di una devozione e l'organizzazione di azioni caritatevoli, efficaci e convinte, anche se rimane aperto il rischio che tale identificazione possa trasformarsi passando dal piano religioso a quello sociale.
Testo: dott. Luca Sinigallia (Ufficio Beni Culturali della Diocesi di Vicenza) |